La tristezza delle colombe

A Tahar Djaout

Quando Giamàl si affaccia da dietro le persiane chiuse della finestra, la strada gli sembra vuota, tranquilla. Per un attimo getta uno sguardo alla sua auto, una Honda, parcheggiata in mezzo a quelle dei vicini, di fronte allo stabile.

Tutto sembra come al solito. Gli uccelli cinguettano e saltano da un ramo all’altro nel piccolo giardino sotto la sua finestra. I primi raggi del sole penetrano attraverso le feritoie delle persiane. La brezza mattutina è leggera, stimolante. Improvvisamente, gli giunge al’orecchio il tubare della colomba sul balcone. Soprassalta inquieto. Il canto è triste, diversamente dal solito.

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