Storia dello Yemen

dicembre 26, 2010

F. Sabahi, Storia dello Yemen, Bruno Mondadori, Milano 2010.

Da un po’ di tempo sono in aumento le pubblicazioni che adottano un approccio paese anche per quanto riguarda il mondo arabo. È il caso di Storia dello Yemen che, pur essendo un testo compilativo, permette al lettore di farsi un’idea di un paese che resta ai margini dell’informazione e perché “Scrivere di Yemen è un modo per ribadire che la penisola araba non è solo saudita, ricca di petrolio e in buona misura artificiale” (p. 3).

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AA. Vv., Femminismo e lotte di liberazione nei paesi arabo-islamici (Algeria, Egitto, Palestina, Tunisia), L’Harmattan Italia Torino 2008

Questo volumetto, 121 pagine, raccoglie alcuni interventi pubblicati in origine su Confluences Mèditerranée nel 2002. Gli interventi che ruotano attorno a due poli, Le donne e la società e Le donne e l’islamismo, sono di autori di provenienza diversa, tra cui diversi arabi.

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Poeti arabi a New York

giugno 26, 2010

Poeti arabi a New York. Il circolo di Gibran, introduzione e traduzione di F. Medici, Palomar, Bari 2009.

Questa antologia di poesie raccoglie, insieme a testi inediti e rari di Gibran, il notissimo autore del Profeta e di altri capolavori dello spiritualismo mediorientale, per la prima volta in Italia, una ricca selezione di versi e prose liriche di Ameen Rihani, Elia Abu Madi e Mikhayl Naimy, tra i maggiori esponenti della “letteratura araba dell’emigrazione”. Medici nella sua introduzione ricorda come nel 28 aprile 1920, a casa di Kahlil Gibran, una decina di scrittori siro-libanesi emigrati negli Stati Uniti fonda a New York un circolo noto come Associazione della Penna che raccoglie un gruppo di “ribelli”, determinati a rilanciare la lingua letteraria araba dopo secoli di stagnazione e sterilità. «Nello statuto – scrive ancora Medici nell’introduzione – si legge che l’associazione si prefiggeva di pubblicare le opere dei suoi stessi membri e quelle di altri scrittori arabi ritenuti meritevoli, allo stesso tempo incoraggiando la traduzione dei capolavori della letteratura mondiale. […] Si impegnava inoltre a incoraggiare i nuovi talenti, mettendo in palio premi per i migliori autori di poesia e di prosa». Il volume è inoltre arricchito da una prefazione di Amedeo Salem, ambasciatore del Libano in Italia che sottolinea l’enorme contributo dei poeti libanesi della diaspora (appunto Gibran e gli altri appartenenti a al-Rabita al-Qalamiyyah), in quanto «scrivendo da Manhattan, culla delle libertà, raccontando da lontano della loro amata terra, attraverso le loro opere tradotte in tutto il mondo […] diffusero un unico e inequivocabile messaggio per l’umanità: difendere la libertà e l’autodeterminazione dei popoli».

(testo tratto da http://www.puglialibre.com)

La letteratura araba

marzo 16, 2010

R. Allen, La letteratura araba, Il Mulino, Bologna 2006

Il volume di Roger Allen, noto studioso di letteratura araba, benché originariamente pubblicato nel 2000, si rivela uno strumento interessante per un primo approccio alla letteratura araba.

In particolare, l’autore, dopo un excursus che tocca i momenti salienti dello sviluppo letterario, si sofferma in particolare sul adab e sui riferimenti che alla prosa araba classica fanno gli autori arabi moderni.

Pur consapevole che su questo argomento le opinioni degli studiosi divergono, Allen cerca di superare rigide definizioni del fenomeno letterario, tenendo conto anche delle inevitabili lacune dovute alla mancanza di studi adeguati sulla letteratura popolare.

Concludono il volume un capitolo sul teatro e uno sulla produzione critica in lingua araba argomento poco noto e poco studiato.

Con poco zucchero

febbraio 21, 2010

S. Faik, Az sekerli, Con poco zucchero, testo turco a fronte, trad. di L. Beretta, A Oriente!, Milano 2007.
Un’insolita Istanbul fredda e piovosa, dove, per qualche strano motivo, la neve ti cade anche dentro. Storie di amori e abbandoni, intinte nell’ottimismo o nella disperazione. “Se non scrivo divento pazzo!”, così affermava Sait Faik.  Ansioso di raccontarci quella sua città che oggi non esiste più, la Istanbul dei
primi anni ‘50, travolta per sempre dalla storia, coi suoi eroi che hanno sulle labbra canzoni greche, i teatri che celebrano il modernismo laico e militante, i cinema ambiguamente affollati.
Con poco zucchero raccoglie le ultimissime testimonianze di un autore che la Turchia annovera tra i maestri della sua lingua, e a cui intitola il premio letterario che ogni anno laurea il miglior racconto.
Sait Faik Abasiyanik (1906-1954) è nato ad Adapazari, non lontano da Istanbul. Qui frequenta i corsi universitari di letteratura, ben presto interrotti per recarsi a Grenoble. Si fermerà in Francia tre anni, prima di tornare in patria e dedicarsi alla scrittura. Il suo primo volume di racconti esce nel 1936, cui seguiranno altre storie e reportage, due romanzi e un volume di poesie. Successo e censura lo accomuneranno al destino di altri scrittori contemporanei turchi, tra cui l’amico Nazim Hikmet. Questo volume riunisce il meglio di due raccolte di racconti uscite nell’anno della sua  scomparsa: C’è un serpente a Alemdag e il postumo Con poco zucchero.