D. Eisenberg, Cervantes, el mundo musulmán, y la guerra de Irak

e la lettura, in quanto atto, non è mai innocente, il che non significa che essa sia colpevole, ma che la verità del testo è quella della sua lettura

Occuparsi di letteratura implica una ricerca del reale e delle sue possibili letture attraverso la lettura.

Credo che sia un processo necessario per capire la complessità del mondo. Implica allo stesso tempo uno sforzo di onestà intellettuale e necessità di precisione e criteri scientifici, il che comporta uno studio preciso e meticoloso di tutto ciò che si afferma, permettendoci di sfuggire all’ipocrisia e al pregiudizio. Quindi, anche se personalmente non condivido l’idea di interpellare Cervantes circa la guerra in Iraq, potrebbe essere un processo lecito se fatto con il necessario rigore intellettuale e una seria impostazione.

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Zabiba et le roi

giugno 10, 2010

Zabiba et le roi par son auteur, traduction sus la direction de G. Munier, Editions du Rocher, Paris 2003

Se il potere logora chi no ce l’ha – ed è sicuramente vero – non lascia tranquilli nemmeno coloro che lo hanno, se prima o poi, numerosi sono i capi di stato despoti o democraticamente eletti, che hanno sentito il desiderio di attribuirsi delle qualità di letterato e hanno dato alle stampe chi una racclta di racconti chi, come in questo caso, un romanzo.

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L’anello di sabbia

gennaio 15, 2010

Fu’ad al-Takarli, L’anello di sabbia, traduzione di E. Diana, Edizioni lavoro, Roma 2007

Un architetto sceglie la poesia, ma la poesia non ha posto nella società patriarcale, violenta fisicamente, ma anche, e soprattutto, psicologicamente. Su questa linea si snoda il bel romanzo di Al-Takarli che ci parla del malessere del poeta e dell’intellettuale che vive la propria vita come al di fuori di se stesso e che, pur consapevole, non può far nulla per modificare il corso degli eventi, poiché il suo ruolo è quello di

“una macchia scura sullo sfondo luminoso della società irachena del tempo; una macchia che è sul punto di trasformarsi, senza un motivo comprensibile, in un’accusa e una condanna per le nostre civili e rispettabili istituzioni” (pp. 67-68).

Mentre la società che lo circonda gli chiede pressantemente di uniformarsi a un comportamento e a un modo di pensare che rientrino in uno schema accettabile, il protagonista cerca invano di far comprendere a chi lo circonda la presenza di “altri fattori” che lo spingono ad avere una prospettiva più ampia:

“talvolta siamo chiamati a impegnarci a fondo per comprendere e collocare, all’interno di un insieme più ampio, e al posto che a essi compete, gli eventi non pianificati e che si svolgono senza una chiara logica”. (p. 65)

In un paesaggio quasi costantemente piovoso, l’architetto poeta, troppo attento ai particolari, non può che andare incontro alla sua stessa fine. La società, infatti, non può tollerare una presenza disturbante e farà in modo che il suo passaggio venga cancellato, proprio come un anello di sabbia.