Maria Giovanna Stasolla, Come legge la storia un letterato del X secolo. Al-Jahshiyari e i Barmecidi, Aracne editrice, Roma 2007

L’aspetto a nostro parere più interessante del volume di Stasolla è l’approccio che l’autrice propone nell’analisi di un testo del X secolo. Nell’introduzione al volume, infatti, ella precisa di voler superare la critica meramente testuale che designa spesso il khabar come “pettegolezzo” (p. 10) e di voler andare oltre un’analisi meramente filologica, per inserire il lavoro di al-Jahšiyari in un contesto, superando in tal modo un ambito di ricerca autoreferenziale, e inserendosi così in un filone di studi che “senza sacrificare” – come sottolineato recentemente da Anna Bozzo – “l’attenzione alla produzione testuale, e anzi affrontandola con la necessaria padronanza dello sturmento linguistico e filologico, hanno di fatto azzerato le artificose suddivisioni basate sull’appartenenza geografica e la tradizione culturale degli studiosi, o sulle etichette applicate da “orientalisti” e non orientalisti e, mettendo in opera nuove strategie di ricerca, stanno facendo saltare steccati disciplinari obsoleti”.

L’opera presentata, quindi, viene letta come prodotto di un periodo storico in cui l’interesse è volto alla definizione del potere politico nell’Islam e dove l’interesse della studiosa non sta esclusivamente nel verificare se i riferimenti cronologici a persone e avvenimenti sono corretti, ma al contesto logico, tematico e di pensiero nel quale l’autore intende collocare il suo testo, rivolto a un pubblico preciso.

Così analizzato il testo di al-Jahšiyari da voce a strati della società che altrimenti non godrebbero né di visibilità né di ascolto (p. 186) e diventa un’utile fonte per una migliore comprensione della società musulmana del X secolo, oltre ad essere una lettura piacevole per se come testo letterario.