Arab Comic Strips

maggio 25, 2010

A. Douglas and F. Malti-Douglas, Arab Comic Strips. Politics of an Emerging Mass Culture, Indiana University Press, Bloomington & Indianapolis 1994

Come spesso un passo avanti ad altri, Fedwa Malti-Douglas già nel 1994 si occupava di fumetti scritti in lingua araba, dedicando un volume all’analisi della produzione in questo settore. L’autrice, che si muove altrettanto a suo agio nell’analisi della società araba medievale e in quella contemporanea, parte dall’assunto che nel mondo arabo il dibattito politico sia sottoposto in varia misura a seconda del paese alla censura e che questo fatto spinga la politica a rivolgersi ad altri ambiti e ad altre forme espressive, tra cui l’arte e, in questo caso, il fumetto.

Il volume si apre con un’analisi della figura di Mickey Mouse in Egitto, dove il noto eroe della Disney viene, nei periodi di particolare conflitto politico con l’Occidente, “egizianizzato”, attraverso accorgimenti di vario genere come a esempio l’abbigliamento o il riferimento alla civiltà egizia o ancora viene utilizzato, pur se tale egizianizzazione rimanga in un ambito legato più all’identità egiziana che a quella musulmana, come testimonial per gli auguri del mese di ramadàn.

Si passa poi all’analisi di quei fumetti che utilizzano i grandi eroi nazionali passati e recenti per indurre alla formazione di un’identità nazionale specifica locale e che stravolgono le diverse personalità politiche del mondo arabo legate in particolare alle lotte per l’indipendenza proponendo personaggi privi di spessore e praticamente perfetti quale icona dell’arabismo o dell’identità siriana piuttosto che maghrebina.

D’altro canto esiste una nutrita serie di pubblicazioni, indirizzate soprattutto a un pubblico giovanile, che, attraverso le immagini propone storie edificanti legate all’identità musulmana, fumetti apologetici della vita del Profeta o costruite intorno a un hadìt o a un evento storico specifico.

In tempi più recenti il fumetto è anche stato utilizzato per promuovere campagne di carattere sociale, come quella in Tunisia per la potabilizzazione dell’acqua o per promuovere campagne migliorative dell’immagine della donna.

Pur se il volume è stato pubblicato ormai circa quindici anni fa, rimane certamente un buon punto di partenza per chi si voglia occupare di fumetto per il taglio che propone e perché cerca di coprire la produzione di quasi tutti i paesi arabi.

Per finire, anche il fumetto può essere un valido oggetto di studio.

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