Homosexuality in Islam

maggio 21, 2010

S. S. al-Haqq Kugle, Homosexuality in Islam. Critical Reflections on Gay, Lesbian and Transgender Muslims, Oneworld, Oxford 2010

Negli ultimi tempi sono stati pubblicati diversi volumi che si occupano di omosessualità nell’Islàm o nelle società musulmane e anche qualcuno che nel titolo porta (ahimé) la dizione di “omosessualità islamica”. A differenza di testi e articoli pubblicati fino a qualche anno fa (con una eccezione) che più che altro vertevano sulla a volte anche dotta disamina del trattamento dell’omosessualità nel fiqh, alcuni recenti titoli pongono da un lato in discussione la percezione della comunità omosessuale “araba” o “musulmana” da parte dell’occidente, dall’altro, come in questo caso, scritti da musulmani, si interrogano e propongono una nuova interpretazione del Corano in relazione all’argomento.

Il secondo capitolo di Homosexuality in Islam, infatti, si intitola Liberating Qur’an: Islamic Scripture. L’autore, che già nella prefazione sottolinea come il corposo volume sia frutto delle sue riflessioni teologiche, propone una teologia della liberazione intesa, nelle sue parole, come una teologia “che opera all’interno delle tradizioni religiose per opporsi alla presa di potere di élite patriarcali e clericali che parlano in nome di queste tradizioni” (p. 37). Come musulmano egli, dunque, da voce agli oppressi, ritenendo che essi incarnino il volere di Dio in questo mondo.

Successivamente affronta la questione dei hadìt e il modo di operare del fiqh, in quest’ultimo caso facendo riferimento ai concetti di ‘isma e adamiyya (santità, nel senso di inviolabilità, e umanità) così come presenti nella dottrina di Abu Hanìfa, per sottolineare l’inviolabilità dei diritti della persona volta alla conservazione della loro umanità (al-‘isma bil-adamiyya) e concludere con l’auspicio di un umanesimo islamico.

La particolarità e la novità del testo è quella di affrontare l’argomento da un punto di vista religioso proponendo una lettura critica delle fonti e suggerendo che una riconciliazione è possibile. Il tutto con un tono estremamente “delicato” che nulla toglie alla scientificità del lavoro.

L’autore, professore di Studi Islamici, ha potuto pubblicare il volume  grazie a una fellowship di due anni erogata dall’I.S.I.M., Università di Leida, notazione sulla quale ci siamo soffermate.

(grazie ad Alfredo per averci segnalato il volume)

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