Le Coran

maggio 19, 2010

Le Coran. Versets choisies et présentés par Omar Benaïssa, Essai de traduction de J. Berque, Librio,, Paris 2003

Questo ‘estratto’ del Corano ha un intento preciso che è già riscontrabile nel prezzo più che accessibile di 2 euro: quello di poter essere letto e diffuso , così come segnalato nell’introduzione, fra il più alto numero di persone francofone possibile.

È interessante leggere e confrontare le introduzioni alle innumerevoli edizioni del Corano: qui, Benaïssa si interroga su come leggere il testo oggi e risponde anch’egli sottolineandone la caratteristica di libro “aperto”  in senso proprio e figurato.

Secondo Benaïssa, infatti, due sono gli aspetti da considerare: il primo il numero eccessivo di interventi sull’argomento “Corano”, spesso espressi da persone che non hanno mai aperto effettivamente il testo e che tentano di comprenderlo “a partire dal vissuto dei musulmani” cosa questa in parte legittima ma intelletualmente disonesta, nelle sue parole, poiché non esaustiva senza un approccio anche teorico.

Il secondo è relativo al fatto che il testo è  stato rivelato in lingua araba e che ciò, pur non contraddicendo l’universalità del messaggio, pone la conoscenza di questa lingua come condizione per l’acquisizione delle competenze necessarie alla comprensione e all’interpretazione.

Lingua araba come ‘corpo vivente’ e Corano come anima e spirito del mondo. Questo, in sintesi, l’approccio da cui parte Benaïssa per presentare una selezione di sura e versetti scanditi secondo alcuni titoli precisi raccolti in quattro sezioni denominate rispettivamente Le Coran par lui-même, Teologia, Profeti, Uomini, Natura.

E poiché sottolinea l’importanza della lingua araba e della sua conoscenza in poche battute esplicita anche la scelta dell’adozione della traduzione di Jacques Berque. Berque, infatti, rende esplicite le scelte traduttive nei casi di diverse interpretazioni possibili facendo ricorso ai commentarii coranici ed esplicitando le ragioni della sua scelta per l’una o l’altra e introduce alcuni neologismi nella lingua francese, a suo modo di vedere più idonei a rendere il significato dei vocaboli o delle espressioni in lingua araba (a esempio dénégateurs per al-kafirùn, generalmente tradotto con mécréants) per restare maggiormente vicino al significato della radice araba.

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