Il mondo della storia secondo Ibn Khaldun

aprile 8, 2010

G. Turroni, Il mondo della storia secondo Ibn Khaldun, Jouvence, Roma 2002

Negli ultimi anni si assiste a un risvegliato interesse e a una rivalutazione – ed era ora – da parte degli studiosi occidentali del periodo cosiddetto della decadenza della cultura arabo musulmana, periodo assai poco studiato e che pure ha prodotto pensatori come Ibn Khaldun, e che va di pari passo con la rivalutazione della cultura popolare da sempre disdegnata e considerata oggetto di studio da parte di esperti di serie B.

Val la pena allora rileggere questo bel volume di Giuliana Turroni che si occupa del pensiero di Ibn Khaldun, considerato di volta in volta, nell’immensa bibliografia che lo riguarda,  il primo storico arabo, il primo antropologo o comunque il primo qualcosa nel tentativo di attribuirgli un primato purchessia.

Il saggio, come indica il titolo, analizza il problema che Ibn Khaldun affronta all’interno di tutta la sua produzione, ossia quello del senso della storia, che viene affrontato dal punto di vista politico. Egli, infatti, si occupa di comprendere la natura del potere in una prospettiva che potremmo definire moderna e che costituisce l’interesse che questo autore suscita ancora oggi in chi lo legge.

Il saggio di Turrroni ha il pregio, a nostro parere, di ricollocare Ibn Khaldùn in una giusta prospettiva, sottolineando gli elementi di novità del suo pensiero ma anche la piena appartenenza a un determinato periodo storico, politico e sociale e di conseguenza il suo essere stato, per certi versi, sovrastimato, rilevandone anche alcune incongruenze di pensiero.

Particolarmente interessante il capitolo che si occupa del concetto di ‘umràn, che ne analizza i diversi significati in rapporto al senso che ne fornisce Ibn Khaldùn, il quale attribuisce al termine arabo un significato nuovo e complesso, ponendo la studiosa di fronte anche a un problema di carattere lessicale non indifferente sia per il suo differenziarsi dai significati del periodo precedente sia perché Ibn Khaldùn stesso utilizza il vocabolo con significati differenti a seconda del contesto.

Un saggio che ci è piaciuto molto e ben scritto.

All’inizio del volume l’editore annuncia che un’edizione italiana della Muqaddima è prevista – a cura di Michele Vallaro. Nell’attesa è possibile leggere, sempre per i tipi di Jouvence, un romanzo che a Ibn Khaldùn è legato: Bensalem Himmìch, Il romanzo di Ibn Khaldùn, Jouvence, Roma 2007.

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