Arabische Dialektgeographie

aprile 5, 2010

P. Behnstedt und M. Woidich, Arabische Dialektgeographie. Eine Einführung, Brill, Leiden Boston 2005

Un atlante lingusitico relativo alla lingua araba che sia esaustivo è opera ancora da compiere, per motivi diversi, primo fra tutti la mancanza di un progetto articolato nei paesi di lingua araba che operi, a titolo di esempio, come altre ricerche condotte in Europa, su un campione di dati di una certa entità.

Gli atlanti disponibili – a cominciare da quello di Bergsträsser e Catineau – sono dunque incompleti, possono mostrare sulla carta solo alcuni punti e spesso sono stati redatti a partire da materiale desunto da testi e non da interviste ai parlanti.

Gli autori di Arabische Dialektgeographie, consapevoli delle difficoltà collegate alla redazione di atlanti per la lingua araba e i suoi dialetti, dopo una presentazione dell’esistente, e dopo aver puntualmente dimostrato la necessità di una geografia dei dialetti arabi anche come fonte per desumere dati storici, propongono al lettore una serie di carte, non senza averne ampiamente spiegato il metodo di realizzazione e l’utilità.

Al termine del volume un capitolo illustra in che modo le carte linguistiche possano essere interpretate; particolarmente interessante il metodo extralinguistico, che tiene conto principalmente di fattori esterni alla lingua, ovviamente, come la storia politica ed economica della regione presa in esame unitamente alla configurazione geografica, elementi questi che posso essere utilmente integrati con fattori antropologici, culturali e topografici.

Anche la “geografia delle parole” risulta essere uno strumento interessante. A partire da studi già effettuati, il volume offre una rappresentazione cartografica per la diffusione di alcuni vocaboli permettendo così di ragionare sulla diffusione di uno specifico termine arabo e delle sue varianti anche in relazione agli elementi evidenziati nelle carte che utilizzato il metodo extralingusitico.

In tal modo è possibile avere una visione d’insieme volta alla comprensione di alcuni fenomeni che apparentemente risultano poco comprensibili, perlomeno ai non addetti ai lavori.

Come in altri tipi di testi anche in questo caso la maggior parte dei dati riguarda l’Oriente arabo e anche gli autori stessi lamentano come gli studi sulle parlate arabe occidentali siano carenti, fatta eccezione per l’Atlante Lingusitico Tunisino, frutto di un progetto di ricerca durato tre anni e che ha coinvolto 250 località.

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