Poetics, Politics and Protest in Arab Theatre

marzo 24, 2010

M. Hamdan, Poetics, Politics and Protest in Arab Theatre. The Bitter Cup and the Holy Rain, Sussex Academic Press, Brighton-Portland 2006

Il teatro “in realtà, è la vita stessa, ma configurata secondo un certo modello” afferma Bakhtin e in quest’ottica Hamdan legge il teatro arabo. Secondo l’autore tre sono i motivi principali che la critica e gli studiosi di teatro arabo hanno mancato di prendere in considerazione nei loro studi:

innanzitutto la tragedia di al-Husayn che è stata analizzata al di fuori del contesto religioso; in secondo luogo l’affermazione relativa alla mancanza del genere tragedia nel teatro arabo non è stata analizzata per ricercare le ragioni effettive di tale mancanza; e, da ultimo, problema collegato al secondo, una disattenzione per le differenze culturali e la supremazia del racconto orale studiate nell’ambito di questo genere.

Partendo da queste premesse il volume presenta una storia del teatro arabo che, passando per il teatro delle ombre e Ibn Danyial, conduce al padre del teatro arabo moderno Marun an-Naqqaš per concentrarsi poi soprattutto sul teatro satirico come strumento politico.

Attraverso un numero di personaggi specifici di questo genere, il soldato, il pazzo, il lunatico, l’ubriaco e il morto che parla, da sempre gli autori arabi hanno esercitato la critica sociale e politica, spesso proponendo opere in cui il mondo è “al contrario” per potersi esprimere liberamente (e che a noi ricordano alcune opere del teatro napoletano) e spesso usando la lingua araba locale.

Possiamo così riflettere sull’affermazione, che spesso viene fatta, secondo la quale il teatro nel mondo arabo si sarebbe sviluppato solo dopo l’incontro con l’Occidente Certamente sì se per teatro intendiamo solo quello cui siamo avvezzi noi. In realtà, a nostro parere, non era tanto il teatro a essere sconosciuto ovviamente, quanto la modalità di fruizione di questo tipo di spettacolo; ciò che l’impatto con l’Occidente cambiò fu il teatro, luogo in cui per assistere a uno spettacolo bisognava pagare un biglietto, quando tradizionalmente il teatro veniva rappresentato per le strade.

Il volume si concentra sulla produzione araba orientale, lasciando il campo aperto a ricerche sul tema nei paesi del Nord Africa (vedi  qui).

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