Sacred Language Ordinary People

marzo 20, 2010

N. Haeri, Sacred Language and Ordinary People. Dilemma of Culture and Politics in Egypt, palgrave mcmillan, New York 2003

“Non esistono vocaboli o espressioni ‘neutre'” afferma Bakhtin e Niloofar Haeri parte da questo presupposto per indagare la valenza e l’uso della lingua araba (‘arabiyya) nel contesto locutorio egiziano e i suoi rapporti con la parlata locale.

La lingua araba, in quanto lingua sovranazionale, non è legata a un paese arabo particolare e il suo utilizzo evoca quindi il legame di ciascuno di essi con la umma, la nazione arabo musulmana. Per questo, secondo l’autrice, essa penetra nelle parlate locali e i parlanti la utilizzano più o meno consapevolemente all’interno della lingua locale a seconda del loro livello di istruzione, creando differenze linguistiche che fanno riferimento al grado di libertà che essi possono esercitare.

Ancora, Haeri analizza il legame fra utilizzo della lingua araba e istituzioni, sottolineando come più codificato diventi il linguaggio più esso intessa relazioni con il dibattito culturale e politico attorno al sé e all’altro.

Sacred Language Ordinary People parte da una presentazione dell’arabo come lingua dei custodi della fede, gli ulamà’, per poi giungere, attraverso la disamina dell’uso ideologico della lingua, alla funzione dell’arabo nella società contemporanea, analizzando lo sviluppo della lingua e la creazione da parte di scirttori e giornalisti di una nuova forma espressiva più consona a esprimere i bisogni attuali.

La conclusione cui l’antropologa giunge al termine del suo studio è che l’arabo classico svolge un ruolo ben definito nell’espressione quotidiana fintanto che rimane confinato chiaramente a lingua del rituale, mentre una volta che viene utilizzato in contesti differenti il discorso assume caratteri di ambiguità.

Voler utilizzare la lingua propria al rituale in contesto che di rituale non è si dimostra un tentativo fallimentare di porre la religione al centro di una società che le ha invece attribuito un ruolo ormai periferico.

Sacred Language Ordinary People si riferisce al solo Egitto ma certamente alcuni dei suoi presupposti possono essere adottati per un’analisi dell’uso della lingua in altri paesi.

 

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