Desiring Arabs

marzo 19, 2010

J. A. Massad, Desiring Arabs, The University of Chicago Press, Chicago-London 2007

L’omosessualità nel mondo arabo è oggetto di diversi tipi di studi o sedicenti tali. Da un lato saggi come quelli pionieristici di Arno Schmitt (“Liwàt im fiqh” pubblicato  in Journal of  Arabic and Islamic Studies) o lo studio di Abdennur Prado che abbiamo citato recensendo El islam anterior al Islam, che analizzano, sebbene da prospettive totalmente diverse, la questione dal punto di vista del diritto musulmano.

Dall’altro testi, scritti per lo più da occidentali, di cui tacciamo i titoli poiché ci siamo date come vincolo di parlare solo di libri che – sia che ne condividiamo o meno l’impostazione – riteniamo valga la pena leggere, che hanno un taglio più giornalistico e trattano l’omosessualità dal punto di vista del commercio e del turismo sessuale.

Infine altri testi di carattere “scientifico” che, non avendo il coraggio di trattare esplicitamente l’argomento, lo fanno per via letteraria, ricercando nella letteratura araba classica poesie e testi di narrativa che al rapporto omosessuale fanno riferimento e che a corollario, si avvalgono delle numerose traduzioni di letteratura araba “erotica” (a esempio Homoeroticism in Classical Arabic Literature).  Di questi ultimi ha ampiamente trattato ‘Abdallah Muhammad al-Ghaddàmi, che abbiamo anch’egli citato parlando della lingua e del sessismo linguistico nel suo Al-mar’a wa al-lugha.

Massad, allievo di Edward Said, affronta l’argomento da una prospettiva diversa e fortemente critica nei confronti dell’occidente, che anche in questo campo cerca di imporre la sua visione. Attraverso l’analisi di un corpus vastissimo di pubblicazioni, Massad dimostra tuttavia come in alcuni casi l’imposizione di norme occidentali e l’innegabile seduzione che esse esercitano falliscano nell’intento.  E proprio in queste smagliature si da la possibilità di concezioni diverse del desiderio, della politica e della soggettività.

Il volume, quindi, in 450 densissime pagine ci porta a scoprire queste possibilità diverse.

Particolarmente duro, come anche in un suo precedente saggio, con il movimento gay internazionale che accusa di “produrre omosessuali, gay e lesbiche, dove non esistono” (si intende nei paesi genericamente detti arabi), affermazione che ha suscitato numerose polemiche.

Desiring Arabs propone in ogni caso una teoria della sessualità nel mondo arabo legata alla produzione culturale su questo argomento, adottando un approccio interdisciplinare basato su una vasta e profonda conoscenza. Da leggere.


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5 Responses to “Desiring Arabs”

  1. Massimo Says:

    “Particolarmente duro, come anche in un suo precedente saggio, con il movimento gay internazionale che accusa di “produrre omosessuali, gay e lesbiche, dove non esistono” (si intende nei paesi genericamente detti arabi), affermazione che ha suscitato numerose polemiche”. Basterebbe questo per escludere questo libro dalla categoria dei testi che “valga la pena leggere”.

    • letturearabe Says:

      Ciao Max, non sono d’accordo. E’ vero che l’affermazione è generica e non rispondente a verità, ma è altrettanto vero che il libro pone dei quesiti interessanti proprio al movimento gay occidentale. Io credo che comunque un libro vada sempre letto, altrimenti come puoi giudicare da te? Dovresti basarti sull’opinione di altri, la mia in questo caso, che è solo un’opinione appunto.

      • Massimo Says:

        Ciao Jolanda, ovviamente hai ragione, prima di criticare bisognerebbe sempre leggere. Tuttavia,dato che poni tra i fondamenti del tuo blog quello di inserire solo libri che vale la pena leggere, e visto che ho grande considerazione del tuo giudizio, volevo rimarcare che quanto espresso da Massad è talmente assurdo da fare passare in secondo piano le sue altre tesi. Comunque mi hai incuriosito e leggerò il libro…


  2. […] dall’Europa e dagli Stati Uniti”. Il volume, dunque, in linea con la critica portata da Joseph Massad, rivendica una certa autonomia di pensiero rispetto all’occidente, ricordando tuttavia ai […]


  3. […] dall’Europa e dagli Stati Uniti”. Il volume, dunque, in linea con la critica portata da Joseph Massad, rivendica una certa autonomia di pensiero rispetto all’occidente, ricordando tuttavia ai […]

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