Azazel

marzo 15, 2010

Y. Ziedan, Azazel, trad. di L. Declich e D. Mascitelli, Neri Pozza Editore, Vicenza 2010

Azazel insiste affinché Ipa, il monaco, scriva. Lo pungola perché racconti, dia voce ai suoi dubbi, alle sue perplessità, perché analizzi criticamente quello che vede accadere intorno a sé nel mondo cristiano del V secolo. Azazel, angelo caduto perché ha espresso il dubbio, perché ha usato la ragione.

E quando Ipa chiede al demone del dubbio dove si trovi egli risponde. “Non sono da nessuna parte, Ipa, sono dentro di te”.

Un gran bel romanzo questo di Youssef Ziedan, noto studioso e direttore della sezione manoscritti della Biblioteca di Alessandria, che ha vinto nel 2008 il premio internazionale per il miglior romanzo in lingua araba.

Il romanzo ha inizio con il ritrovamento dei manoscritti redatti da Ipa in siriaco che il narratore ci dice di aver tradotto in lingua araba, dopo averli rinvenuti in ottimo stato in un baule nei pressi di Aleppo.

Le pergamene ritrovate sono trenta, ciascuna porta un titolo, l’ultima è “Il Canone della Fede” e rappresentano a nostro parere una storia critica del Cristianesimo dei primi secoli e della lotta per il predominio di una certa linea di pensiero nel periodo in cui la Chiesa come istituzione si stava dando la configurazione che l’avrebbe poi caratterizzata fino ai giorni nostri.

La pubblicazione di Azazel non è stata esente da critiche. L’occasione è stata un articolo a firma dello scrittore Yahyà al-Giamal, ex ministro, sul quotidiano Al-misri al-yawm del 31.07.2008, nel quale, al termine, viene riportata la frase seguente:

“Guai a Ipa e a Yùsuf Zidan se le autorità religiose leggeranno ciò che ha scritto la destra di ognuno di loro”.

Tanto che l’autore ha risposto affermando, tra l’altro, che ciò che lo ha spinto ad approfondire la storia cristiana prima dell’islàm è stato il desiderio di comprendere la filosofia e l’eredità musulmane che è impossibile capire veramente senza comprendere ciò che è accaduto nei secoli precedenti.

Nel mondo arabo critica e dibattito ci sono stati, ma il libro è stato letto. Ci auguriamo che lo sia anche in questa traduzione italiana molto ben fatta, anche se temiamo che, come la solito, questo volume passi inosservato.

Ipa, al termine del volume, ritrova la pace, ma il mondo cristiano non sarà più lo stesso.

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