El Haoufi

febbraio 23, 2010

M. E. Hachlaf, El Haoufi. Chants de femmes d’Algérie, éditions Alpha, Alger 2006

Ibn Khaldun, nella Muqaddima, parlando di poesia, e in particolare di poesia popolare (‘arùd al-balad), attribuisce diversi nomi al hawfi: muzdawij, qàzi, al-mal‘aba, ghazal.

Ciascuno di essi indica una forma particolare e le sue caratteristiche sia dal punto di vista del contenuto che formale. Il hawfi è quindi un genere che può essere composto in uno qualunque dei metri della poesia araba e che anzi può essere costruito su uno o più metri, ciascuno dei quali veicola un significato e un ritmo specifico.

Troviamo spesso hawfi in zajal, verso ben noto, ma anche mawàl, un genere adatto al canto che negli ultimi tempi viene rivalutato come suscettibile di studio da parte degli orientalisti occidentali e che, nella tradizione algerina, è soprattutto un canto legato al lavoro. E poi il murabba‘ o marbù‘, costituito da quattro emistichi che originariamente seguivano uno schema metrico particolare (il primo, il secondo e il terzo verso non rimano con gli altri tre) ma che, nel corso del tempo, arricchendosi di apporti diversi, si sviluppa quasi a prescindere dalla metrica.

La lingua del hawfi è quella popolare con alcune parole “intruse” in arabo classico. Generalmente cantato, ha permesso, in Algeria, lo sviluppo di un vero e proprio genere con i suoi cantori specifici alcuni dei quali ci piace qui ricordare: Yamna bint elHajj elMahdi, Chikha Tetma Tlemcaniyya, Meriem Fekkai e Fadila Jaza’iriyya.

Il volume si inserisce in due eventi letterari: il primo la nascita della casa editrice Alpha, che ha fra i suoi titoli diverse pubblicazioni di poesia tradizionale sia in arabo che in lingua berbera, espressione alla quale dedica un interesse particolare, il secondo all’impegno che negli ultimi anni alcuni ricercatori algerini hanno dedicato e continuano a dedicare alla raccolta e all’edizione di canzoni/poemi della tradizione popolare e andalusa, di cui avremo modo di riparlare.

La caratteristica del hawfi è quella di essere una poesia di donna. Essa rappresenta quindi il punto di vista femminile, che, sebbene relegato alla lingua popolare, ha saputo esprimersi in versi di estrema bellezza. La lettura di hawfi è non solo un piacere per l’orecchio ma anche un’interessante approccio a esempio al tema dell’amore, sostanzialmente diverso da quello della poesia araba classica di marca essenzialmente maschile.

Fra gli altri temi, oltre all’amore, la casa, il mare, la ziyyàra (visita a una zawiyya), e il farsi bella.

Domani alcuni hawfi in traduzione.

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