Mio signore, mio carnefice
aprile 17, 2011
H. al-Shaykh, Mio Signore, mio carnefice, Piemme, Milano 2011
In libreria l’occhio mi cade su questo libro e mi blocco, perché fra i titoli dei romanzi della scrittrice questo proprio non lo ricordo. Lo prendo comunque in mano assalita da un dubbio , lo apro e sì, è così: questo è il titolo italiano di Hikayat Zahra.
In questo post, avevo inserito questo libro nella sezione “Le traduzioni che vorrei” e confesso che mi sarebbe piaciuto essere io a tradurlo, ma la cosa più importante è che sia disponibile, finalmente, in italiano.
Tuttavia sono veramente stufa. Stufa di questa manipolazione dei titoli. All’interno del volume leggo: Titolo originale Hikayat Zahra (pubblicato in inglese con il titolo The Story of Zahra). E allora, perché diavolo la Piemme ha deciso di intitolarlo Mio Signore, mio carnefice, come un film porno da quattro soldi? Con una bella immagine di donna – velata ovviamente – persino dietro sbarre e, come se non bastasse, di spalle. Il massimo. Davvero.
Chi sia poi il signore-carnefice, non è dato sapere, il romanzo proprio, parla d’altro.
L’eurocentrismo eteropatriarcale ha colpito ancora.
Un grande romanzo rovinato da un titolo.
La storia di Zahra
gennaio 14, 2010
Hanan ash-Shaykh, Hikayàt Zahra, Dàr al-adab lin-nashr wa at-tawzi’, Bayrùt 2004 (4a edizione)
Leggi qui (http://unimi.academia.edu/JolandaGuardi/Papers/71442/La-morte-è-l-orgasmo-della-guerra–Hikàyat-Zahra-di-Hanàn-ash-Shaykh) perché vorrei che questo romanzo fosse tradotto in italiano.




